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L’adolescenza è una fase della vita in cui la parola “cambiamento” la fa da padrona da diversi punti di vista: sotto il profilo fisico, perché è il periodo con i cambiamenti nel corpo più vistosi e repentini; sotto quello emotivo, in quanto è la fase della vita in cui ci si cala per la prima volta nel “mondo”, incontrandosi e confrontandosi continuamente con i coetanei (aspetto questo molto dispendioso); sotto quello affettivo, nel senso che si disinveste sui vecchi amori
(i genitori) e ci si interessa molto di più ai nuovi amori (coetanei).
È una fase della vita che fa rima con poesia, musica, trasgressione, amore, energia, vitalità, dramma, sesso, insomma con tutto ciò che, vissuto per la prima volta, è sentito all’estremo.
Ed è anche una fase delicata, durante la quale è frequente che i genitori stessi vadano in difficoltà, in quanto questo cambiamento nei figli impone anche a loro di cambiare.
E sono spesso i genitori coloro che chiedono per primi la consulenza, sia perché preoccupati per i propri figli, sia perché in difficoltà nei rapporti con i figli, sia perchè l’esercizio della patria potestà, in caso di minorenni, lo impone. |
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Di seguito alcuni dei problemi sui quali mi è capitato di lavorare:
problemi di identità, che comprendono domande del tipo chi sono, come mi vedo e come mi vedono gli altri, cosa voglio, in che direzione vado, che rapporto ho con il mondo;
vissuti emotivi intensi, per esempio fatica a stare con gli altri, timidezza eccessiva, senso di inadeguatezza, paura di esporsi, attacchi di panico, senso di isolamento, rabbia frequente; problemi con i familiari, tra i quali litigiosità, problemi con genitori separati in conflitto, rabbia inespressa, genitori intrusivi, malattia di un congiunto, difficoltà di comunicazione; dubbi sulla propria identità sessuale o sulla sessualità, con domande e timori sull’omosessualità, confusione, paura e disinformazione rispetto al “farlo”, sessualità e rapporto con il proprio corpo; difficoltà scolastiche, per esempio difficoltà di concentrazione, problemi di rapporto con i compagni di scuola o i docenti, confusione rispetto alla scelta scolastica, dubbi sulle proprie capacità; problemi di abuso di droghe e/o alcolici, tema delicato e ben presente in questa fascia di età; disagio rispetto al proprio corpo, controllo del peso ossessivo, abitudini alimentari particolari, sentirsi grassi, non piacersi; pensieri e comportamenti autodistruttivi, per esempio mi taglio, ho pensieri di morte, guida spericolata del motorino, poliabuso di sostanze; pensieri ossessivi ripetuti, sensazione di non poter fare a meno di pensare a qualcosa, gesti ripetuti come lavarsi le mani o controllare la chiusura delle porte, insonnia con pensiero attivo e costante; problemi di integrazione, frequente nei figli di immigrati, che si manifestano con isolamento, difficoltà di comunicazione, pensieri aggressivi sugli altri, nostalgia forte del proprio paese e delle persone che si sono lasciate, separazione dai genitori.
Nel caso di una consultazione con adolescenti minorenni, sono i genitori che si fanno generalmente portavoce della richiesta. Se l’adolescente sa della richiesta ed è d’accordo a partecipare, si procederà agli incontri di consulenza, ai quali, in genere almeno inizialmente, partecipano anche i genitori, e poi, a seconda dei casi, si decide insieme come procedere.
Può accadere che il figlio o la figlia non sia a conoscenza della richiesta dei genitori o non sia d’accordo a parteciparvi.
In questi casi non è opportuno forzare la situazione “obbligando” l’adolescente a presenziare. Lo specialista si rende comunque disponibile ad una consulenza ai genitori, dalla quale può scaturire innanzitutto la presa in carico della loro preoccupazione e una prima chiarificazione dei motivi della richiesta.
Questi primi incontri possono già “muovere” la situazione, favorendo dei cambiamenti nella qualità dei rapporti con il figlio o la figlia. Se il problema rilevato è effettivamente un problema dell’adolescente, niente esclude che i genitori possano poi individuare la giusta modalità per esprimere la propria preoccupazione e provare a coinvolgerlo. Può capitare che emerga che le difficoltà siano invece prevalentemente dei genitori o di un singolo genitore: durante la consultazione si potrà affrontare il problema e decidere assieme come intervenire.
L’adolescenza è una fase della vita in cui i cambiamenti evolutivi sono, per loro natura, veloci e repentini: il corpo si trasforma con sbalzi inaspettati e il carattere si modifica in maniera che pare imprevedibile e sconcertante. Per l’intrinseco dinamismo di questa specifica fase di età, i trattamenti terapeutici con adolescenti sono generalmente abbastanza brevi. |
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