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Quando un adulto chiede una consulenza allo psicoterapeuta è perché tutte le strategie e le risorse che poteva attivare autonomamente per cercare una soluzione al proprio disagio non hanno dato l’esito sperato.
Ovviamente il desiderio di chi si rivolge ad uno specialista quando sta male è quello di poter stare meglio in breve tempo e nella maniera meno dolorosa possibile. Sebbene ciò sia comprensibile, bisogna considerare che stiamo parlando di problemi delicati e complessi, che, anche solo per essere comunicati, necessitano di tempo e pazienza. Oltre al fatto che lo psicoterapeuta è si uno specialista ma non ha doti divinatorie: ha bisogno di tempo per conoscere la persona che ha di fronte e capire come e se è possibile aiutarla. |
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Problematiche di cui mi sono occupato
I motivi per cui un adulto si rivolge allo psicoterapeuta possono essere i più vari.
Di seguito, elenco alcuni dei problemi di adulti di cui mi sono occupato. Questo elenco presenta solo alcune delle situazioni su cui mi sono trovato ad intervenire e non rappresenta un elenco esaustivo e completo. |
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Paure e ansie non giustificate da una causa chiaramente determinata, al giorno d’oggi molto diffuse sotto il nome di attacchi di panico, che giungono inattesi e ingiustificati, spaventando e portando ad evitare le situazioni e i luoghi in cui si sono innescati. Alla lunga, se non curata, tale sintomatologia può essere molto invalidante.
Sensazione di insoddisfazione generalizzata per cui la persona si sente insoddisfatta spesso anche in presenza di una situazione di vita che non lo giustificherebbe. È una sorta di malessere di non precisata determinazione;
Sensazione di non riuscire a realizzare i propri desideri per cui a fronte di desideri noti, la persona cerca di realizzarli ma le strategie che utilizza non risultano efficaci e pare una situazione che continua a realizzarsi nel medesimo modo e ripetutamente senza risultati;
Problematiche emotive a seguito di un evento luttuoso, di una malattia o di una separazione. E’ naturale sentirsi depressi quando accade un evento traumatico come quelli citati. A volte alcune persone non riescono a superare il livello della depressione e a ripartire;
Difficoltà nel gestire parenti malati psichicamente e fisicamente. Persone spesso molto provate e sacrificate nel ruolo di sostegno a parenti malati, che chiedono di essere aiutate a vivere meglio questa condizione e a trovare strategie di compromesso per poter godere di spazi autonomi di libertà;
Difficoltà a vivere relazioni di coppia soddisfacenti per cui succede che vengono messi in atto, più o meno inconsapevolmente, una serie di atteggiamenti e comportamenti che minano la stabilità affettiva della coppia e il proseguimento del progetto;
Dipendenza da sostanze in questo caso sono in grado di occuparmi solo di persone che hanno concluso un percorso di cura che li ha completamente disintossicati e che vogliono cercare di comprendere il motivo della propria fragilità verso l’uso di sostanze;
Problemi nella sfera sessuale (impotenza, frigidità, inibizione, dubbi sulla scelta sessuale, perversioni, assenza di piacere, problemi di fertilità);
Comportamenti ossessivi e compulsivi per cui la persona ha costruito nel tempo una serie di rituali, tic, ruminazioni dal contenuto ripetitivo che in qualche modo sembrano tranquillizzarla; senza di essi l’ansia sale e ci si sente male; |
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Difficoltà con la famiglia di origine, rapporti assenti, traumatici o difficili con i genitori o altri membri della famiglia; conflittualità; problemi nel raggiungere l’autonomia;
Difficoltà di integrazione culturale per cui persone trasferite da altri paesi si sentono costantemente a disagio e faticano a trovare la propria collocazione; vissuti persecutori, difficoltà ad accettare la scelta dell’espatrio, fatica e problemi nella gestione di situazioni di famiglie divise tra il paese di origine e quello ospitante; Situazioni di isolamento e/o di rapporti insoddisfacenti con altri per cui l’individuo sente di avere un problema nel rapporto con gli altri ma l’unica soluzione che è riuscito a mantenere nel tempo e che è sufficientemente tranquillizzante per lui è quella di isolarsi dal mondo e tenersi a debita distanza dagli altri. |
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Generalmente il tempo richiesto per la consultazione richiede una serie di incontri di conoscenza, al termine dei quali lo specialista esprimerà il suo parere e, a quel punto, sarà possibile decidere assieme il da farsi.
La consultazione potrà avere già dato i suoi frutti, chiarendo il campo o sbloccando il nodo problematico, oppure aver generato la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia, o anche, magari, avere prodotto una maggiore consapevolezza ma anche la paura o la non intenzione di affrontare un percorso di terapia. |
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